SANCERRE: SAUVIGNON INSOSPETTABILE

QUATTRO SFUMATURE DI SANCERRE:TERRENI A CONFRONTO

A fine novembre sono stata invitata a una degustazione molto interessante con protagonista il magnifico e elegantissimo Sauvignon di Sancerre.
Quattro vini prodotti con lo stesso vitigno, dalla medesima azienda, inoltre, tre su quattro erano anche della stessa annata; cambiavano solo i terreni, l’esposizione al sole dei vigneti e le tecniche di vinificazione.

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Quattro sfumature di Sancerre – Sauvignon

ENOTECA DIVINO IN VINO

La serata si è svolta da Divino in vino, una piccola enoteca a Trieste, sita in via Nordio, in una zona pedonale adiacente al viale XX settembre; l’enoteca non ha molti tavoli, ma è accogliente e ricca di vini interessanti.
Talvolta Diego – il titolare – organizza, in collaborazione con Enoteca Adriaticadegustazioni di vino accompagnate da stuzzichini pensati per l’occasione.

AZIENDA PASCAL GITTON

Le quattro sfumature di Sancerre, protagoniste della serata, vengono prodotte dall’azienda Pascal Gitton: famiglia di produttori artigianali di seconda generazione.

ll Domaine Gitton Père & Fils è stato fondato nel 1945 quando Marcell Gitton ha acquistato il suo primo mezzo ettaro di vigna; oggi la cantina è guidata da Pascal con l’aiuto della figlia Chanel e l’estensione dei vigneti è di circa 27 ettari di cui 23 dedicati al Sauvignon Blanc e 4 al Pinot Nero.

L’idea di Pascal è di produrre vini che rispecchino l’enorme differenza dei suoli caratteristici del Sancerre: calcare, gesso, marna e silex.
I vini, soprattutto quelli prodotti in ottime annate, sono estremamente longevi e Les Crilles 1991, assaggiato durante la serata, è una chiara conferma.

UN PAIO DI PAROLE SUL SANCERRE

La valle della Loira è una delle regioni più famose della Francia per la produzione di grandi bianchi. In particolare, le Appellation di Sancerre e Pouilly Fumé, sono celebri per i loro Sauvignon Blanc, unanimemente riconosciuti tra i migliori al mondo.

Nonostante la regione si trovi a nord e presenti un clima continentale, piuttosto rigido e freddo, la presenza della Loira contribuisce a mitigare le temperature, fungendo da termoregolatore naturale.

Inoltre, le notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, permettono alle uve di maturare in modo lento e graduale, sviluppando corredi aromatici eleganti e intensi.

TERRENI

Il villaggio di Sancerre domina dall’alto la riva sinistra del fiume Loira, tutta la denominazione è caratterizzata da terreni estremamente diversificati. La natura geologica dei suoli di quest’area è riconducibile al sollevamento di un antichissimo fondale marino: durante il Periodo Giurassico, 150 milioni di anni fa, questa parte di Francia era infatti coperta dal mare e dalle lagune.

I sedimenti marini e le successive evoluzioni geologiche crearono un sistema di faglie e generarono “les terres blanches”: suoli ricchi di argille-calcaree e conchiglie fossili, “les cailottes”: terre pietrose e calcaree, “les silex”: terre argillo-silicee.

VITIGNI

Il vitigno più diffuso a Sancerre è sicuramente il Sauvignon Blanc affiancato in piccola parte dal Pinot Nero. Non aspettatevi i classici Sauvignon dai toni aromatici e un po’ pungenti dove spiccano in modo evidente le note vegetali di foglia di pomodoro, peperone e bosso.

I Sauvignon Blanc di Sancerre mostrano grande varietà stilistica e espressiva. Nitidi ed essenziali, ricercano soprattutto la delicatezza, possono esaltare più o meno le rotondità, ma sono sempre attraversati da una tensione acida vibrante, che ne rende il sorso fresco e vivo.

I vini in degustazione si sono distinti per eleganza e per una particolare trama rocciosa che accompagnava l’assaggio sia al naso che al palato.

Les Crilles 2017 - Sauvignon Sancerre con crostino agrumato cg
Les Crilles 2017 – Sauvignon Sancerre

LES CRILLES CON CROSTINO AGRUMATO

Vino: Le Crilles – Sauvignon Sancerre
Annata: 2017
Terreno: Calcareo-gessoso
Abbinamento: crostino di formaggio caprino, arancio e nocciole

I vigneti de Les Crilles hanno un’esposizione sud/sud-ovest (più calda e luminosa) e crescono su terreni calcarei al 70-75% con un leggero substrato di gesso. Il vino viene vinificato unicamente in acciaio per circa 8/10 mesi e termina l’affinamento in bottiglia.

Paglierino vivo e luminoso. Sentori freschi di pompelmo rosa e scorza di cedro, si susseguono a note delicate di pesca e sasso bagnato. In bocca si avverte una nota minerale prevalente che riporta sottili, ma nette, reminescenze agrumate. Mediamente persistente.

ABBINAMENTO SFIZIOSO

Il crostino di formaggio caprino, arancia e nocciole è caratterizzato principalmente da aromaticità e tendenza dolce, abbinamento equilibrato che chiude piacevolmente con un retrogusto agrumato.

LES ROMAINS CON FRITTATINA VERDE

Vino: Les Romains – Sauvignon Sancerre
Annata: 2017
Terreno: Calcare
Abbinamento: frittata di bruscandoli (asparagi selvatici)

Ancora terreni calcarei, ma l’esposizione è verso sud/est (un po’ più fresca rispetto alla precedente), il vino viene vinificato in botti di 600 litri – più o meno invecchiate: da 2 a 40 anni – successivamente i vini ottenuti vengono spostati dalle botti a un’unica vasca di cemento per rendere più omogeneo il risultato finale. Infine il vino viene leggermente filtrato e imbottigliato.

Giallo paglierino intarsiato di riflessi dorati. Elegante olfatto scandito da erbe aromatiche quali timo, salvia, rosmarino e alloro, seguite da ananas e mango; lascia poi emergere una nota chiara di pietra pomice.
Sorso verticale di buona struttura, che gioca con equilibrio sottile e raffinato tra avvolgente morbidezza e tagliente freschezza. Vino preciso, di grande potenzialità.

FRITTATINA DELIZIOSA

Servito in abbinamento con la frittata ai bruscandoli, il vino si spalleggia bene con il piatto grazie al grande equilibrio tra durezze e morbidezze, nel finale però accentua leggermente la nota amarognola tipica dei bruscandoli.

LES HERSES CON TROFIE AL PESTO

Vino: Les Herses – Sauvignon Sancerre
Annata: 2017
Terreno: Silex
Abbinamento: trofie al pesto di basilico

Terreni di silex, esposizione sud/ovest e utilizzo di botti vecchie molto grandi da 100/300 ettolitri. “Silex” ovvero selce, una roccia sedimentaria composta da silice. La selce è conosciuta anche con il nome di  pietra focaia e i Sauvignon piantati su questo specifico terreno producono vini corposi, ricchi di profumi e molto longevi.

Oro chiaro di splendente luminosità. Prevalgono profumi fruttati di mango e papaia accompagnati da scorza di mandarino e arancia; molto intrigante il contributo minerale di pietra focaia.
All’assaggio è piuttosto potente, quasi ritmato nelle sensazioni: si inizia con avvolgente morbidezza, per passare a sferzante freschezza e poi tornare sulla nota calda dell’alcol, infine si congeda lentamente lasciando il palato sapido e leggermente ruvido.

ABBINAMENTO RIUSCITO

La pasta con il pesto è il giusto compromesso: tendenza dolce della pasta, spiccata aromaticità del pesto e untuosità dell’olio extravergine di oliva si trovano perfettamente in linea con il vino: fresco, strutturato e sapido.

Les Crilles 1991- Sauvignon Sancerre  con cornetto di burrata e acciuga cg
Les Crilles 1991 – SauvignonSancerre

LES CRILLES CON BRIOCHE SALATA

Vino: Les Crilles – Sauvignon Sancerre
Annata: 1991
Terreno: Calcareo-gessoso
Abbinamento: Cornetto di burrata con acciughe del cantabrico

Stessa particella e stesso procedimento di produzione del primo vino, solo… ventisei anni in più sulle spalle. L’annata 1991, non è stata acquistata a caso, ma è stata scelta da Alessio Rozzi – titolare di Enoteca Adriatica – perché aveva delle caratteristiche molto simili alla 2017.  

Luminoso manto paglierino dagli intrecci dorati. Intrigante il panorama olfattivo, ripartito tra sentori di idrocarburo, zafferano, miele, albicocca disidratata e pasta di mandorle, un tocco di resina in chiusura. Al palato manifesta un’entrata calma, sorretta da un’elegante freschezza e una lieve balsamicità. Persistenza molto fine da richiami salmastri.

Vino composto che non ha più la freschezza tagliente del 2017 perché è stata levigata dal tempo, tempo che ha arricchito il Les Crilles di profumi e aromi molto complessi e evoluti.

OTTIMO ABBINAMENTO

Un vino difficile da abbinare, ma Diego – grazie alla sua esperienza e inventiva – ha trovato la giusta soluzione. Per il Les Crilles 1991 serve un fingerfood semplice, ma allo stesso tempo saporito. Il cornetto di burrata con acciughe del cantabrico è il perfetto compromesso perché mette in risalto il vino in tutte le sue sfaccettature e allo stesso tempo non svanisce davanti alla struttura e complessità del sorso. Molto piacevole il retrogusto sapido-balsamico.