FIEGL, VITICOLTORI DI OSLAVIA DAL 1782

Un paio di giorni fa ho avuto il piacere di visitare l’azienda Fiegl a Oslavia: una piccola località del Collio, distante un paio di chilometri dal centro di Gorizia. Percorrendo la strada che attraversa Oslavia noterete che non ci sono molte case lungo il percorso, ma al contrario, rimarrete stupiti dalla quantità di vigneti che impreziosiscono le dolci colline.

Azienda Fiegl - Località Lenzuolo bianco 1 cg
Azienda Fiegl

La visita alla cantina Fiegl è stata una bella esperienza: il giusto connubio tra piacere sensoriale e intellettuale. Iniziamo questa avventura!

LOCALITÀ LENZUOLO BIANCO

Per raggiungere l’azienda Fiegl se, come me, non siete di Oslavia o dei dintorni di Gorizia,  dovrete inserire l’indirizzo di destinazione nel navigatore: Località Lenzuolo Bianco 1. Toponimo particolare, non trovate?

Non è semplicemente il nome di una località, ma è addirittura un simbolo, un segno indelebile lasciato dalla Grande Guerra. All’epoca il confine tra l’Italia e l’Impero Austro-Ungarico correva a pochi chilometri da Oslavia che si ritrovò spietatamente coinvolta in un susseguirsi di battaglie. Le conseguenze furono disastrose, tutte le case furono rase al suolo, solo un muro intonacato di bianco rimase in piedi, immobile: il Lenzuolo Bianco. Per saperne di più clicca qui.

VISITA IN CANTINA CON RINALDO

Arrivati in azienda ad attenderci troviamo Rinaldo Fieglj, proprietario dell’azienda dal 1992 con i fratelli Giuseppe e Alessio. Rinaldo ci fa da cicerone in cantina illustrandoci la barricaia composta da barriques e tonneaux, le vasche per la fermentazione e l’affinamento, l’imbottigliatrice e pure il “caveau” dove vengono conservate le vecchie annate per l’archivio di famiglia.

 TRA I VIGNETI CON MATEJ

Poi, nonostante l’umidità e la giornata poco ideale, abbiamo voluto fare un giro tra i vigneti; lasciamo Rinaldo al calduccio e veniamo presi sotto la guida di suo figlio, Matej, che ci fa strada verso l’Obelisco dei Quattro Generali, punto panoramico dal quale possiamo osservare i vigneti di Oslavia a 360°.

Mi guardo attorno e osservo che a Oslavia ci saranno più vigneti che abitanti. “Siamo circa centocinquanta anime  – conferma Matej  – e per lo più siamo produttori di vino, lungo la strada potrete trovare La Castellada, Il Carpino, Dario Princic, Gravner, Primosic, Radikon.”

Dopo una breve, ma intensa camminata trai vigneti, soddisfatti e mezzi congelati rientriamo in azienda per la degustazione dei vini, dovevano essere “solo” un paio di assaggi, ma come spesso accade davanti a un buon calice di vino e un tagliere di salumi e formaggi il tempo scorre veloce.

OSLAVIA E LA GRANDE GUERRA

Prima di svelarvi gli ottimi vini degustati, ci tengo a raccontarvi una breve parentesi storica perché in questa zona la Grande Guerra ha segnato in modo indelebile Oslavia e i suoi abitanti.

Nel corso del conflitto (1915-1918) Oslavia fu teatro di sanguinosi scontri. L’ultima vendemmia, prima della guerra, si svolse nel 1914, poi Oslavia divenne una “collina morta” dove non rimase più nulla, né abitanti, né case, né coltivazioni.

Finita la guerra gli abitanti iniziarono a dissodare campi e ricostruire aziende, fu un lavoro immenso che diede i primi risultati solo nel 1925 quando, in primavera, spuntarono i primi tralci di vite.

LA FAMIGLIA FIEGL A OSLAVIA

La famiglia Fiegl affonda le proprie radici a Oslavia più di due secoli fa, quando Valentino Fiegl decise di lasciare la città di Trieste e dedicarsi all’agricoltura, la prima vigna, denominata “Meja” (che tradotto dallo sloveno significa confine) fu acquistata nel lontano 1782.

L’azienda, come la conosciamo oggi, è stata fondata nel 1992 dai fratelli Rinaldo, Giuseppe e Alessio Figelj (chiamati simpaticamente i Fiegl Seniores) affiancati, negli ultimi anni, dalla nuova generazione composta da Martin, Robert e Matej Figelj (i Fiegl Boys).

Azienda Fiegl - In barricaia con Rinaldo cg
Azienda Fiegl – In barricaia con Rinaldo

FIEGL O FIGELJ?

Vi sarete accorti che il nome dell’azienda (Fiegl) non corrisponde al cognome della famiglia di produttori (Figelj); per togliervi qualsiasi dubbio vi consiglio di leggere l’articolo scritto da Matej Figelj nel blog aziendale. Clicca qui.

CLIMA E TERRITORI DI OSLAVIA

Oslavia è un microcosmo perfetto per produrre uve sane e di qualità: le sue colline, protette a nord dalle Prealpi Giulie, volgono lo sguardo al mare che offre loro temperature miti e lievi brezze. Le escursioni termiche e la giusta ventilazione riducono i ristagni di umidità limitando i pericoli di marciume e muffa. Il suolo è molto particolare: la Ponca, un terreno poco fertile composto da marna e arenaria, ma ricco di minerali.

I vigneti sono posti principalmente sulla sommità delle colline e su i pendii scoscesi, non nella parte basale più pianeggiante; in queste condizioni la vite è meno vigorosa, produce grappoli più piccoli, che maturano lentamente, ma il risultato è un’uva ricca di zuccheri e sostanze minerali.

L’OBIETTIVO DELL’AZIENDA FIEGL

Eleganza e pulizia” – mi risponde deciso Matej – “il nostro obiettivo è produrre vini puliti, senza difetti, grazie a un lavoro minuzioso sia in vigna che in cantina. Io mi occupo personalmente delle vigne, è un lavoro continuo che mi tiene impegnato trecentosessantacinque giorni l’anno; il mio scopo, durante la vendemmia, è di raccogliere uva sana, senza malattie, praticamente perfetta. Così facendo dò la possibilità a chi lavora in cantina di valorizzare l’uva, senza troppe manipolazioni e lasciando che si evinca il timbro dell’annata.”

VITICOLTURA

E ora passiamo ai numeri e tecnicismi, io preferisco il racconto romantico, ma mi rendo conto che alcuni di voi vogliano sapere anche i “dati tecnici”.

La superficie vitata dell’azienda Fiegl è di circa 40 ettari distribuiti tra Collio e Doc Isonzo con una media di 5.000 piante per ettaro; i vitigni coltivati sono Ribolla gialla, Friulano, Pinot grigio, Malvasia, Sauvignon, Pinot Bianco, Chardonnay e Traminer aromatico affiancati dai vitigni a bacca nera tipici del taglio bordolese: Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc.

 L’azienda Fiegl unisce tecnologia e tradizione per una produzione totale annua di 180.000 bottiglie. In vigna applica la lotta integrata, cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale con inerbimento dei vigneti e l’utilizzo di prodotti eco-compatibili, inoltre la maggior parte delle operazioni colturali viene svolta manualmente.

IN CANTINA

Per la produzione dei vini giovani si utilizzano vasche di acciaio sia per la fermentazione alcolica sia per e la successiva maturazione. Per la linea superiore Leopold affinamento e invecchiamento avvengono in barriques e tonneaux. “Rigorosamente legno di rovere Francese – sottolinea Rinaldo – cerchiamo di mantenere un profilo omogeneo con una media tostatura: abbiamo botti con legni di I e II passaggio e ogni anno rinnoviamo il 30 % delle botti in cantina.”  

VINI IN ASSAGGIO

Finalmente è arrivato il momento di accontentare le papille gustative. Tra chiacchiere e calici Matej ci ha fatto assaggiare ben nove vini e non si è limitato alle annate recenti: ho trovato molto interessante il confronto tra un Sauvignon 2018 e uno del 2005 e il binomio Merlot Leopold 2013 e 2008, ho dedicato degli approfondimenti a riguardo a fine articolo, ma iniziamo dal principio con una frizzante novità: il Fiegl Surlì.

Azienda Fiegl -  Fiegl Surlì - Malvasia "col fondo" cg
Fiegl Surlì – Malvasia “col fondo”

FIEGL SURLÌ – MALVASIA “COLFONDO”

Novità uscita in commercio solo lo scorso novembre, non è uno spumante, ma un vino frizzante quindi con una quantità di atmosfere inferiore, inoltre è “col fondo” perché non avviene la sboccatura e quindi i lieviti rimangono, appunto, sul fondo della bottiglia. È stata utilizzata la Malvasia. Perché?

Matej: “Abbiamo utilizzato questo vitigno per l’approccio semi aromatico che ben si presta alla spumantizzazione, inoltre dona al vino profumi agrumati, che si riscontrano anche al palato, ha un’ottima beva e un finale secco molto piacevole.”  Concordo con Matej, non avrei potuto fare una descrizione migliore, credo che questa estate sarà un successo!
Per saperne di più clicca qui.

COLLIO MALVASIA 2018

Proseguiamo con la Malvasia ferma, annata 2018. Colore giallo paglierino vivace, profumi intensi di frutta matura e fiori gialli accompagnati da una sottile nota minerale. Il sorso è strutturato piacevolmente “grasso”, riempie e avvolge il palato, ma viene bilanciato da un’ottima freschezza slanciata e vibrante.

La Malvasia istriana è una varietà autoctona, che l’azienda produce relativamente da poco tempo; i vigneti sono abbastanza giovani raggiungendo al massimo un età di circa 25 anni. Maggiori informazioni.

LE DUE CUVÉE DELLA LINEA LEOPOLD:
Cuvée Blanc 2017 e Cuvée Rouge 2013

Una piccola curiosità sulle cuvée.

A un certo punto della degustazione Matej pone una domanda interessante: “Sapete perché in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige si producono molti più vini da monovitigno e non da blend (uvaggi) come nel resto d’Italia?”

Lo ammetto, non lo sapevo, ma avevo intuivo che, anche in questo caso, per trovare una risposta dovevamo volgere lo sguardo al passato.

Matej: “Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige affondano le proprie radici enologiche nella scuola agronomica Austriaca basata soprattutto su monovitigni, mentre le altre regioni italiane hanno preso come “vademecum” la scuola francese improntata principalmente su uvaggi e blend.”

IL COLLIO BIANCO CUVÉE BLANC LEOPOLD, considerato dall’azienda la massima espressione del territorio è un uvaggio a base di Friulano (Tocai), Malvasia e Ribolla. Le uve vengono raccolte e fermentate separatamente, segue poi un affinamento in barrique e tonneau per circa 12 mesi. L’assemblaggio avviene in vasche di inox dove il vino riposa per i sei mesi successivi, fino all’imbottigliamento. Ulteriore affinamento in bottiglia di sei mesi prima della commercializzazione.

Veste giallo paglierino con riflessi dorati. Rivela profumi fruttati e floreali di mimosa e pera kaiser, spuntano poi le erbe aromatiche quali salvia, rosmarino e una sfumatura di foglia di pomodoro. Sorso proporzionato e di buon impianto, articolato sul deciso sviluppo di sapidità e freschezza agrumata. Chiude con un piacevole sapore di cedro e lime.

IL COLLIO ROSSO CUVÉE LEOPOLD 2013 è un uvaggio composto da Merlot (80%) e Cabernet Sauvignon (20%). Le uve di Merlot e Cabernet vengono raccolte e vinificate assieme. Dopo una macerazione di 12 giorni la fermentazione viene completata in vasche di inox, la maturazione si svolge per sette anni in tonneaux e barriques.

Rosso rubino vivo. Ventaglio odoroso dai profumi intensi: evoca dapprima frutta rossa matura e sotto spirito, per poi virare su essenze di pepe verde e fondi di caffè. Assaggio deciso che si snoda su freschezza e leggera ruvidità tannica, chiude con evidenti richiami fruttati ed erbacei. Vino ancora giovane, con un ottimo potenziale.

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Azienda Fiegl – Meja ’01 – Traminer aromatico

MEJA ’01 PASSITO BIANCO – Sans Année

Perché Meja ’01? Se ben vi ricordate “Meja” è il nome della prima vigna acquistata dalla Famiglia Fiegl nel lontano 1782, mentre ’01 indica il primo anno di produzione del vino (2001).

È un vino passito a base di Traminer aromatico in purezza, le uve mature vengono sottoposte ad appassimento sui graticci per circa un mese (in questo lasso di tempo, l’uva perde il 60% d’acqua, concentrando zuccheri e aromi), segue vinificazione e affinamento in tonneau.

Ambra luminosa. Naso raffinato adeguato alla tipologia varietale, in evidenza sentori delicati di acqua di rose, litchi e salvia; compaiono poi frutta secca e crema pasticcera. La morbidezza, all’unisono con dolcezza e freschezza, dona eleganza al palato. Chiude con un lungo finale scandito da rintocchi di scorza di agrumi canditi. Maggiori informazioni

APPROFONDIMENTO: SAUVIGNON 2018 & 2005

“Il Sauvignon è un vitigno capriccioso che non vuole né troppa ombra né troppo sole – spiega Matej – se si defoglia troppo la vigna e i grappoli sono maggiormente colpiti dai raggi solari, allora il Sauvignon regalerà note di frutta matura e uva passa, se invece il clima è molto freddo tenderà a dimostrare il suo lato più crudo caratterizzato da forti aromi vegetali.”

SAUVIGNON 2018

Manto paglierino con sottili riflessi dorati. Sorprende al naso, non è caratterizzato dai classici sentori del Sauvignon (bosso e foglia di pomodoro), ma svela delicate note di pesca bianca, agrumi quali pompelmo e cedro che lasciano spazio a folate di erbe aromatiche. Il sorso si sviluppa sapido e fresco con un apporto calorico ben integrato. Finale lungo dagli echi officinali. Vinificato esclusivamente in acciaio. Maggiori informazioni

SAUVIGNON 2005

Ma la vera sorpresa è l’annata 2005, il vino è stato vinificato allo stesso modo, ma i risultati che possiamo appurare dopo quasi quindici anni sono incredibili. Complimenti!

Giallo dorato luminoso. Olfatto ricercato dal quale traspaiono delicati richiami varietali, si arricchisce poi di succosi riconoscimenti di frutta a pasta gialla, cenni di origano e melissa limoncella. Assaggio pieno, avvolgente, materico ed equilibrato da una rinfrescante sapidità che ne enfatizza la beva. Lungo epilogo ritmato da continui richiami balsamico-agrumati.

Azienda Fiegl - Sauvignon 2018 e 2005 - nel calice annata 2005 cg
Fiegl – Confronto tra Sauvignon – nel calice annata 2005

MERLOT LEOPOLD 2013 & 2008 

Il Merlot Leopold è uno dei vini bandiera dell’azienda Fiegl, le uve provengono da vigneti storici di Oslavia che hanno circa 60 anni, la resa delle uve per ceppo è molto bassa e i tempi di maturazione e affinamento durano più di sei anni.

“Il nostro Merlot Leopold – spiega Robert, tecnico enologo appartenente ai Fiegl Boys (figlio del Fiegl Senior Giuseppe) – fa un invecchiamento di sei anni in botti di rovere: durante i primi tre anni avviene la cessione dei tannini, spigolosi e marcati, da parte del legno, mentre nei tre anni successivi i tannini, propri del vino e quelli assimilati dal legno, vengono smussati e arrotondati grazie alle microssigenazioni delle botti. In questo modo otteniamo un vino non appesantito dal legno, ma comunque corposo e strutturato.”

MERLOT 2013

Rubino fitto e profondo. Naso deciso che ricorda la confettura di ciliegie e la mora matura con una traccia di spezie e vaniglia sul finale. Tannini presenti, dalla trama arrotondata; ottimo l’equilibrio tra il rigore alcolico e la freschezza balsamica. Termina lentamente con un gradevole congedo di eucalipto e frutta matura. Maggiori informazioni

MERLOT 2008

Dopo quasi dodici anni dalla vendemmia il Merlot 2008 ha trovato il suo equilibrio: il tannino è più levigato, la nota vegetale permane ancora, ma è accompagnata da sentori evoluti di cioccolato fondente, caffè e ribes nero. Olfatto potente, travolgente e la profonda nota balsamica preannuncia un sorso ancora fresco e vivo, ma equilibrato da una componente glicerica che riporta alla rotondità del frutto maturo. Meraviglioso.

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