DE STEFANI, PASSIONE PER IL VINO DA QUATTRO GENERAZIONI

Uggioso sabato di novembre: giornata grigia e piovosa, ideale per una visita in cantina!
Ore 8.00 del mattino accendiamo i motori e via verso Fossalta di Piave, dove ad attenderci c’è Alessandro De Stefani, agronomo e enologo dell’azienda omonima.

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Azienda De Stefani – Vigneti della cantina a Fossalta di Piave

Il tempo non dà segni di miglioramento, così, dopo uno sguardo fugace alle vigne, ci rintaniamo al coperto: visita guidata nel centro di vinificazione e affinamento per poi concludere nella calda e accogliente sala degustazione. Ed è proprio qui che comincia la parte interessante per le papille gustative!

Prima di deliziarvi con le descrizioni dei vini che più hanno colpito il mio gusto e di conseguenza anche il mio portafoglio – chissà perché – a noi donne piacciono sempre i prodotti più cari, in tutto: scarpe, borse, vestiti e persino il vino. Comunque, prima di passare ai fatti vi racconto qualcosa in più sull’azienda.

CENNI STORICI

La famiglia De Stefani è originaria di Refrontolo, un paesino sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene che oggi conta circa duemila abitanti. Nel lontano 1866, Valeriano De Stefani, il fondatore dell’omonima azienda, individuò nel podere Colvendrame i terreni migliori per la produzione di vini con spiccata personalità.

QUATTRO GENERAZIONI

Quasi cent’anni dopo, Tiziano, nipote di Valeriano si spinse nella valle del Piave individuando due zone altamente vocate nei poderi Le Ronche, a Fossalta di Piave e Pra’ Longo a Monastier di Treviso.

Negli anni Settanta del Novecento, vennero introdotte in cantina le prime barrique per l’affinamento dei vini e, a metà degli anni ottanta, si piantarono i primi vigneti con 4.200 viti per ettaro: una rivoluzione che nel tempo permetterà una bassissima produzione di uva per ceppo e quindi un’elevata qualità delle uve.

Nel 1993 venne costruita la nuova cantina di vinificazione a Fossalta di Piave che vent’anni dopo è stata ampliata e rimodernata. Inoltre dal 2007, grazie ad Alessandro De Stefani, rappresentante della quarta generazione, l’azienda ha perfezionato la produzione secondo principi naturali, abolendo erbicidi e diserbanti chimici in vigna e limitando ai minimi termini l’utilizzo di solfiti.

L’AZIENDA OGGI

La produzione – limitata a 400.000 bottiglie annue, per 60 ettari di vigneto – segue la filosofia biologica e biodinamica, si valorizzano soprattutto i vitigni autoctoni e tradizionali di queste zone, soprattutto quelli a bacca nera come Raboso, Marzemino, Refosco e Carmenere, inoltre vengono impiegate tecniche di vinificazione (come l’appassimento) uniche per questa zona e estremamente legate alla tradizione vitivinicola dell’azienda De Stefani.

Azienda De Stefani - Appassimento su graticci cg
Azienda De Stefani – Appassimento su graticci

PODERI DE STEFANI

La famiglia De Stefani è proprietaria di tre poderi, i terreni sono composti prevalentemente da  caranto: una combinazione speciale di argilla, limo e minerali. Si predilige la coltivazione di vitigni autoctoni quali Raboso, Tai, Refosco, Marzemino; affiancati da varietà alloctone come Chardonnay, Cabernet, Merlot, Pinot Grigio e Carmenere. Scopriamo questi tre poderi un po’ più da vicino.

PODERE COLVENDRAME

Il Podere Colvendrame a Refrontolo è situato nel cuore della zona collinare  (patrimonio mondiale Unesco) di Conegliano e Valdobbiadene, a circa 300 m di altitudine s.l.m.
I terreni sono particolarmente ricchi di argilla, chiamata “creda” nel dialetto locale che permette un rilascio lento e costante delle sostanze nutritive e dell’acqua.

PODERE LE RONCHE

Il nome Le Ronche rappresenta una zona del paese di Fossalta di Piave, ad est di Treviso, e deriva dal verbo locale “roncare”, che significa dissodare il terreno boschivo e adibirlo a coltivazione agricola. Infatti, un tempo questi terreni erano ricoperti da boschi.

Il podere Le Ronche, posto a circa 40 km dalle montagne, 10 km dal mare e a poche centinaia di metri dal fiume Piave, è situato all’interno della zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Piave”.

PODERE PRA’ LONGO

Il podere Pra’ Longo a Monastier di Treviso è situato a 2 km di distanza da Le Ronche. Il termine Pra’ Longo indica una particolare zona del paese Monastier, che prende il nome dall’importante monastero presente in epoche passate.

Azienda De Stefani - il Regno delle botti cg
Azienda De Stefani – il Regno delle botti

I VINI DELLA CANTINA DE STEFANI

Durante la visita in cantina abbiamo degustato un ampio ventaglio di vini: aprono le danze  Prosecco e Raboso spumantizzato (anch’esso con metodo Charmat), segue un uvaggio bianco (Olmera 2016) a base di  Tai e Sauvignon, per poi passare ai vini rossi:
Cabernet Sauvignon 2015,
Plavis (Merlot) 2015,
Solèr (uvaggio) 2016,
Malanotte (Raboso) 2013,
Kreda (Refosco) 2016,
Stefén 1624 (Marzemino) 2013,
per poi concludere in dolcezza con il Refrontolo Passito (Marzemino) 2013.

SOLÈR

Uve: Merlot, Cabernet Sauvignon, Carmenere, Refosco e Marzemino
Annata: 2016
Podere: Le Ronche

Rubino molto compatto. Ampio ventaglio olfattivo dove i profumi eterei si mescolano a note di ciliegie marasche sotto spirito, noce moscata, chiodi di garofano e ginepro su uno sfondo leggermente vegetale. Avvolgente al palato, tannino sottile, ben integrato e decisa impronta alcolica bilanciata da una freschezza balsamica.
Abbinamento: perfetto con lo spezzatino.

VINO DEL SOLE

“Solèr” è una parola del dialetto veneto che significa solaio, granaio; deriva proprio dalla parola sole: storicamente veniva usato dai viticoltori per mettere ad appassire le uve migliori, in quanto nel “solèr” c’era una buona ventilazione, una bassissima umidità ed era soleggiato.

Riprendendo questa antica tradizione, una parte delle uve (Carmenere, Refosco e Marzemino) che compongono questo vino viene appassita per circa tre mesi. Matura in barrique nuove e di secondo passaggio per 18 mesi.
Ogni vitigno apporta una specifica caratteristica al vino: Merlot morbidezza, Cabernet struttura, Carmenere spezie, Marzemino eleganza, Refosco rusticità.

MALANOTTE  

Uve: Raboso da vigneto singolo
Annata: 2013
Podere: Le Ronche

Rubino intenso con viraggi granato. Il bouquet aromatico privilegia sentori di frutta surmatura quali zibibbo, ciliegia sotto spirito seguiti da cenni di tabacco mentolato. Corposo e strutturato, tannini di buona fattura, ancora evidenti, lascia la bocca pulita e asciutta con un retrogusto piacevolmente fresco e speziato.
Abbinamento: selvaggina e formaggi stagionati.

MEDICO DI CANTINA

Il Raboso, soprannominato tradizionalmente, “medico di cantina”,  una volta veniva utilizzato per “curare” gli altri vini che magari erano scarichi o poco strutturati. Raboso richiama l’aggettivo “rabioso”, termine dialettale usato per descrivere un frutto ancora un po’ acerbo e pertanto ricco di tannini e acidità.

Il vino Piave Malanotte o Malanotte del Piave DOCG si ottiene da uve Raboso Piave per almeno il 70% e Raboso veronese fino al 30%. Il disciplinare prevede l’utilizzo di uve parzialmente appassite (almeno il 30%), affinamento minimo 36 mesi di cui 12 in barrique ( l’azienda De Stefani prolunga la maturazione in legno ulteriormente di 24 mesi, per un totale di 36 mesi in barrique)

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Azienda De Stefani – Stèfen 1624

STÈFEN 1624

Uve: Marzemino da vigneto singolo
Annata: 2013
Podere: Colvendrame

Granato dalla trama fitta, molto consistente. Piacevole corredo olfattivo di composta di prugna, fichi secchi, cioccolato alla menta, su uno sfondo di fiori appassiti, quali viola e ciclamino. Leggero finale pepato. Sorprende il sorso: ingresso composto che si allarga presto a tutto il palato evidenziando freschezza balsamica e un tannino integrato e rotondo. Permangono le note di frutta e spezie nel lungo finale.
Abbinamento: ideale come vino da meditazione.

RITORNO ALLE TRADIZIONI

In mezzo a vigneti di Glera – vitigno principe per la produzione del Prosecco – troviamo la perla nera: il Marzemino. Le uve di questo vino provengono dal primo vigneto di proprietà, Stèfen è infatti l’antico cognome della famiglia De Stefani, quale risulta da documenti  ritrovati a Refrontolo risalenti al 1624.

Dal 2003, con la produzione dello “Stèfen 1624”, si riprende un’antica tradizione di famiglia: con questo vino si vuole riproporre il tipico sistema di vinificazione del Marzemino di Refrontolo. Prima della vinificazione le uve vengono poste ad appassire naturalmente e il vino viene fatto fermentare fino al completo esaurimento degli zuccheri, segue poi un lungo affinamento in caratelli di rovere. Quello che si ottiene è un vino secco, di alta gradazione alcolica e di grande originalità.

REFRONTOLO PASSITO

Uve: Marzemino da vigneto singolo
Annata: 2013
Podere: Colvendrame

Impenetrabile rosso rubino. Ampio con notevole stratificazione dei profumi. Succo di mirtillo e composta di more si intrecciano a cenni più evoluti di tabacco e cacao in polvere, per chiudere con una soffusa nuance di violetta. Più intenso all’assaggio in cui la parte zuccherina avvolge la bocca con suadenza, ben integrata da freschezza e tannini ancora vivi. Finale lungo e compiacente, con persistenti ritorni fruttati.
Abbinamento: dolci con frutta secca o crostate con confettura di prugne, formaggi stravecchi e cioccolato fondente.

VINO PREFERITO DA MOZART

Il Refrontolo Passito si dice fosse il vino preferito da Mozart che nella sua opera “Don Giovanni”  lo definisce “Eccellente Marzemino”. Pare che il compositore salisburghese si facesse recapitare questo nettare speciale direttamente da Vittorio Veneto dal suo librettista Lorenzo da Ponte.

È un vino prezioso racchiuso in piccole bottiglie da mezzo litro. Le uve vengono raccolte verso fine settembre e lasciate appassire per sei mesi. Affinamento per 36 mesi in barrique di rovere per poi concludere l’affinamento in bottiglia.

INFORMAZIONI UTILI

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Colgo l’occasione per ringraziare Stefano Visintin per le bellissime foto e vi ricordo che potete trovare questa e altre degustazioni interessanti sulla mia Pagina FB e su Instagram.